Il linguaggio fotografico – seconda parte

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Linguaggio fotografico: continuando a parlarne…

Eccomi di nuovo a trattare la seconda parte del post sul linguaggio fotografico iniziato la settimana scorsa. Cliccando di seguito potrai andare a rileggerti la prima parte del post.

Il fuoco

Il fuoco si regola con la ghiera della messa a fuoco dell’obbiettivo. Accoppiata all’uso del diaframma si può scegliere con precisione cosa fare vedere nitido e cosa no in modo tale da indirizzare lo sguardo dell’osservatore dove noi desideriamo.

  • tutta a fuoco – quando la profondità di campo data dalla coppia messa a fuoco – diaframma rende tutti i piani dell’immagine nitidi allo stesso modo. Molto utilizzato nella street photography e nel reportage dove la contestualizzazione del luogo assume la sua importanza.
  • a fuoco sul primo piano – quando la profondità di campo è stretta ed il punto di messa a fuoco è sul soggetto sul primo piano. Molto usato nei ritratti per enfatizzare il soggetto ed attenuare o eliminare gli elementi di disturbo.
  • a fuoco sul secondo piano – quando la profondità di campo è stretta ed il punto di messa a fuoco è sul soggetto sul secondo piano. Usato per escludere eventuali soggetti in primo piano ed usarli come una sorta di “quinta” per incorniciare il vero soggetto dell’immagine.
  • sfuocata – quando la profondità di campo ed il punto di messa a fuoco non cadono su nessun soggetto dell’immagine dando un’idea di etereo. Per ottenere questo effetto si può fotografare anche attraverso oggetti traslucidi.

Il colore

La scelta di riprodurre un’immagine a colori o in bianco e nero ha un impatto importante sul tipo di messaggio che gli si vuole dare. La foto a colori sottolinea il realismo dello scatto, la foto in bianco e nero enfatizza più le forme ed i contrasti di luce, conferendole un’aria retrò.
Altra caratteristica possono essere i colori ritoccati o addirittura artefatti per enfatizzare ancora di più l’immagine o determinati oggetti al suo interno.

  • a colori – quando si vuole dare realismo alla scena
  • in bianco e nero – quando si vuole enfatizzare le forme oppure dare importanza al racconto
  • con colori ritoccati – quando si vuole enfatizzare oggetti singoli nell’immagine
  • con colori artificiali – quando l’impatto visivo che si vuole dare per la sua innaturalità è più importante dell’immagine stessa

La luce

la scelta della posizione della luce rispetto alla fotocamera dipende dall’importanza che si vuole dare ai particolari o alle forme oppure ad alcuni elementi dell’immagine.

  • in piena luce – quando la fonte luminosa principale si trova dietro alla fotocamera illuminando il soggetto di fronte
  • in controluce – quando la fonte luminosa principale si trova di fronte alla fotocamera e dietro al soggetto principale
  • in penombra – quando la fonte luminosa viene in qualche modo coperta e l’illuminazione globale della foto è uniforme

Concludendo…

Con questi ultimi tre strumenti concludo questa piccola carrellata sulle basi del linguaggio fotografico.
Il consiglio che ti posso dare è di imparare bene ad usare questi sei strumenti, interiorizzarli esercitandoti ad usarli nelle tue foto. Quando sarai veramente bravo sarà arrivato il momento di cercare di infrangere le regole cercando alternative creative.

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