Il ritratto fotografico – le basi

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Il ritratto è il genere artistico più longevo ed attuale rispetto agli altri, nato con le prime pitture rupestri evolvendosi nei millenni fino ai nostri selfie. Il ritratto ha assolto molteplici funzioni: dai dipinti i quali indicavano a tutti lo stato economico, sociale o il valore morale – vedi nobili, re e regine, gli unici a potersi permettere di assoldare un artista per farsi ritrarre – alla rappresentazione delle sembianze, del carattere, lo stato d’animo o la personalità dell’individuo rappresentato.

Con il boom fotografico del secolo scorso, causato dall’accessibilità a basso costo di fotocamere e pellicole, ha fatto si che questo genere conoscesse nuovo splendore elevando al tempo stesso la qualità delle immagini e le aspettative del pubblico.

Sicuramente il ritratto, oltre ad essere di per se un documento di un preciso istante nel tempo è anche una pratica fatta per soddisfare l’ego sia di chi ritrae e sia di chi è ritratto.
Penso che al giorno d’oggi tutti noi siamo consapevoli dei ritmi frenetici a cui siamo purtroppo abituati a vivere, pertanto percepiamo la fotografia come la capacità, per quanto illusoria, di “rubare” attimi di vita al fiume inesorabile del tempo che spazza e porta via ogni ricordo.
Il ritratto diventa anche un mezzo per apparire diversi rispetto a come si è veramente. Quanti di noi si atteggiano consapevolmente in maniera totalmente diversa da come si è nella realtà d’avanti ad un obbiettivo?

Il ritratto contemporaneo

Il ritratto contemporaneo si è evoluto in quello che è oggi passando dalla staticità – dovuta alle limitazioni tecniche dovuta ai tempi di posa lunghissimi ed alle pellicole solo in bianco e nero – alla dinamicità di forme, luci e colori. Questa veloce evoluzione ha portato i fotografi di oggi a esplorare nuovi modi di fare ritratto cercando l’innovazione rompendo le regole e gli schemi delle rappresentazioni classiche esistenti in scultura ed in pittura.

Che si voglia sperimentare nuove idee oppure attenersi alle regole classiche di composizione, il fotografo di oggi deve essere in grado di padroneggiare questo genere. Anche perchè in molti altri generi come il fotogiornalismo, la street photograpy, la fotografia commerciale, di guerra o di matrimonio, il ritratto è una delle componenti fondamentali.

I punti cardine per un buon ritratto

Per creare un buon ritratto è necessario valutare i seguenti punti:

  • La posa e l’espressione – la caratteristica principale che bisogna curare per evitare di avere pose del soggetto rigide ed impacciate che trasmettono fastidio all’osservatore
  • L’inquadratura – scegliere il piano fotografico e la composizione giusta darà forte impatto visivo all’immagine
  • La luce naturale – gestire la luce naturale è la cosa più complicata perché è mutevole sia per intensità che per colore, soggetta a cambiamenti anche repentini
  • La luce artificiale – essendo più controllabile dà infinite possibilità di interpretazione dando la possibilità di creare giochi di luce non ottenibili con la luce naturale
  • L’ambientazione – importante per contestualizzare il soggetto e raccontare qualcosa in più allo spettatore
  • La post produzione – ormai diventata parte integrante e fondamentale nella fotografia contemporanea, dà la possibilità anche di reinterpretare l’immagine scattata rendendola un opera d’arte

Concludendo…

Fatta questa introduzione, nei prossimi post andrò a spiegarti punto per punto cosa cercare e cosa evitare di fare per ottenere un ritratto oltre che corretto anche emozionante.

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